“Offendi le vere vittime di violenza” – disse il/la benaltrista

Al di là del Buco

Giornate dense di narrazioni, personali, difficili, che rinviano all’infanzia, all’adolescenza, all’età adulta, di bambine, ragazze e donne che tentano di buttare fuori il proprio disagio per sentirsi meno sole ed avere certezza di quel che la propria percezione aveva loro già chiarito.

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Daniele Silvestri 

Ciao,

Ieri sera sono andato a vedere il concerto di Daniele Silvestri al forum d’Assago. Uno dei miei artisti italiani preferiti: perciò sono andato a scatola chiusa: con l’unica certezza che avrebbe fatto Il mio nemico. Quando sono entrati, inizialmente per duetti e alla fine del concerto tutti insieme, alcuni miei artisti preferiti degli anni novanta, quando ho cominciato a scoprire che c’era musica oltre che l’unica del dj time, mi sono uscite le lacrime. Samuele Bersani, Carmen Consoli, Max Gazzè, Niccolò Fabi e Manuel Agnelli. Diodato unico pervenuto: prometto che recupererò la lacuna. Le foto le ho caricate su Flickr, che sto recuperando dopo un triennio di abbandono.

Luca

Una Roma che non è Roma: San Saba — il blog della libellula

C’è una Roma che non sembra Roma e che è uno dei miei luoghi preferiti in questa città: a San Saba, sul piccolo colle di fronte all’Aventino, sembra quasi che il tempo si sia fermato; allontanandosi, ma di poco, dalla confusione e dalla folla, ci si ritrova in un “piccolo paese” fatto di case a […]

via Una Roma che non è Roma: San Saba — il blog della libellula

Lago Trasimeno come back

 

Ciao,

quest’anno a Luglio sono tornato sul lago Trasimeno: dopo il primo ritorno nell’agosto 2016. Anche questa volta ho soggiornato all’hotel villaggio 3 isole (non mi stancherò mai di fargli pubblicità non pagata). Fondamentalmente sono tornato per poter vivere un pò il lago di cui mi sono innamorato. Sono andato a vedere l’oasi naturalistica la valle. Inoltre ho voluto fotograre i tramonti a San Feliciano e a Torricella: entrambi frazioni del comune di Magione.

Luca

 

Impariamo dai professionisti: la shot list

Fotografia Facile

La kasbah di Ait Ben Haddou. La foto all’alba era una voce “obbligatoria” nella shot list che ho preparato per il photo tour del Marocco dello scorso anno e doveva incastrarsi perfettamente nella logistica di tutto il viaggio

Alzi la mano (virtuale) chi di noi è tornato da un viaggio o da un weekend fotografico e si è reso conto solamente una volta a casa di non aver fotografato questo o quel soggetto, magari anche soltanto perché, preso dal sacro fuoco creativo, se ne è semplicemente scordato, o perché, soverchiato dalle emozioni e dalle novità dei luoghi, ha posticipato, posticipato, posticipato… fino a che poi non è stato troppo tardi.

La mia mano è alzata! Lo ammetto, con più o meno imbarazzo.

Esiste un metodo per evitare di scoprire a casa, quando cioè è troppo tardi, che abbiamo dimenticato di fotografare qualche soggetto al quale, magari, tenevamo: quelli veri

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Su Ursula K. Le Guin

librolandia

Da atea convinta mi viene comunque da dire “Che il Signore ci preservi a lungo Ursula K. Le Guin!”. Ursula è nata il 29 ottobre del 1929, il che significa che fra pochi giorni festeggerà il suo ottantottesimo compleanno. Lasciamo stare i romanzi, qualche mese fa ho comprato La saga di Terramare e prima o poi tornerò in quel mondo che ho visitato una sola volta, troppi anni fa per poterlo ricordare, e quel libro non è la sua unica opera fondamentale. No, quel che mi interessa qui sono i saggi. Finalmente sono riuscita ad acquistare Il linguaggio della notte, fuori catalogo da ben prima che scoprissi della sua esistenza e trovato recentemente su ebay. Lo avevo già letto, ma questo conta relativamente: certi libri bisogna averli.

Ora ho iniziato Words Are My Matter, raccolta di saggi con cui quest’anno la Le Guin ha vinto il premio…

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Come nasce un’indipendentista catalana inaspettata

Rosapercaso

domino Foto di Marc Borell (scattata a Sant Iscle de Vallalta)

Fino a qualche giorno fa non ero indipendentista. Non capivo del tutto le ragioni dei catalani, pur vivendo qui da più di dieci anni, non mi sentivo abbastanza catalana da sforzarmi di comprenderle e, devo ammetterlo, alcuni indipendentisti dell’ultima ora, di quelli che il giorno prima andavano al club nautico del mio paese a parlare castigliano (perché i ricchi snob parlavano solo castigliano)  e il giorno dopo se ne andavano in giro con le espadrillas con la estelada, la bandiera indipendentista, non li sopportavo proprio.

Così ho seguito tutto il processo con una relativa indifferenza, sicura che avrebbe vinto il No, perché se io in quanto straniera avrei solo da perdere con l’indipendenza e con un’eventuale e molto prevedibile uscita dall’Europa, anche per il catalano medio che per esempio percepisce la pensione dallo Stato spagnolo, non c’era da stare molto…

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