TIM Vision

Ciao,

dopo circa 5 mesi di utilizzo, di cui un paio in modo intensivo di TIM Vision, posso fare un primo bilancio.

Piccola cronistoria di come e perchè ho attivato l’abbonamento al servizio di video on demand di mamma TIM.

A maggio ho fatto la portabilità del mio cellulare da Wind a Tim. Ad agosto, tramite sms, Tim mi ha proposto di attivare TimVision con la seguente offerta: primo mese gratis, poi due mesi a 2,5 euro ciascuno poi dal 4 mese la tariffa piena a 5 euro. Io ero appena tornato da una visita da amici a Roma che proprio su Tim Vision mi avevano fatto scoprire Wikings.

Considerando che all’epoca c’erano quattro stagioni con la quinta in arrivo a fine novembre mi sono praticamente bevuto le 4 stagioni in un mesetto circa e in attesa di vedere la quinta, ne ho approfittato per recuperare Stargate Atlantis, che avevo visto a spezzoni tramite la rai (solito problema della televisione italiana) e scoprire White Chapel.

A livello di servizio, per il mio modesto parere, sono solo due le mancanze di TIM Vision che dovrebbe scopiazzare da Netflix: il caricamento automatico dell’episodio successivo di una serie quando si arriva ai titoli di coda e dare la possibilità di scaricare, nell’app per lo smartphone, di un episodio: giusto per non usare i dati della connessione mobile quado si ha una rete wifi disponibile.

Luca

 

 

 

Annunci

Galatea: Il non lettore con tanti libri

Una delle cosa che mi ha più colpito del rapporto Instat sulla lettura in Italia è la notizia che c’è gente che ha più di 400 libri in casa e non li legge. Da appassionata di storie, da due giorni sto cercando di capire chi siano questi tizi qui. Perché guardate che c’è di che […]

via Il non lettore con tanti libri — Il nuovo mondo di Galatea

Daniele Silvestri 

Ciao,

Ieri sera sono andato a vedere il concerto di Daniele Silvestri al forum d’Assago. Uno dei miei artisti italiani preferiti: perciò sono andato a scatola chiusa: con l’unica certezza che avrebbe fatto Il mio nemico. Quando sono entrati, inizialmente per duetti e alla fine del concerto tutti insieme, alcuni miei artisti preferiti degli anni novanta, quando ho cominciato a scoprire che c’era musica oltre che l’unica del dj time, mi sono uscite le lacrime. Samuele Bersani, Carmen Consoli, Max Gazzè, Niccolò Fabi e Manuel Agnelli. Diodato unico pervenuto: prometto che recupererò la lacuna. Le foto le ho caricate su Flickr, che sto recuperando dopo un triennio di abbandono.

Luca

Una Roma che non è Roma: San Saba — il blog della libellula

C’è una Roma che non sembra Roma e che è uno dei miei luoghi preferiti in questa città: a San Saba, sul piccolo colle di fronte all’Aventino, sembra quasi che il tempo si sia fermato; allontanandosi, ma di poco, dalla confusione e dalla folla, ci si ritrova in un “piccolo paese” fatto di case a […]

via Una Roma che non è Roma: San Saba — il blog della libellula

Lago Trasimeno come back

 

Ciao,

quest’anno a Luglio sono tornato sul lago Trasimeno: dopo il primo ritorno nell’agosto 2016. Anche questa volta ho soggiornato all’hotel villaggio 3 isole (non mi stancherò mai di fargli pubblicità non pagata). Fondamentalmente sono tornato per poter vivere un pò il lago di cui mi sono innamorato. Sono andato a vedere l’oasi naturalistica la valle. Inoltre ho voluto fotograre i tramonti a San Feliciano e a Torricella: entrambi frazioni del comune di Magione.

Luca

 

Impariamo dai professionisti: la shot list

Fotografia Facile

La kasbah di Ait Ben Haddou. La foto all’alba era una voce “obbligatoria” nella shot list che ho preparato per il photo tour del Marocco dello scorso anno e doveva incastrarsi perfettamente nella logistica di tutto il viaggio

Alzi la mano (virtuale) chi di noi è tornato da un viaggio o da un weekend fotografico e si è reso conto solamente una volta a casa di non aver fotografato questo o quel soggetto, magari anche soltanto perché, preso dal sacro fuoco creativo, se ne è semplicemente scordato, o perché, soverchiato dalle emozioni e dalle novità dei luoghi, ha posticipato, posticipato, posticipato… fino a che poi non è stato troppo tardi.

La mia mano è alzata! Lo ammetto, con più o meno imbarazzo.

Esiste un metodo per evitare di scoprire a casa, quando cioè è troppo tardi, che abbiamo dimenticato di fotografare qualche soggetto al quale, magari, tenevamo: quelli veri

View original post 934 altre parole